Chi Siamo


Scoccava il 2 di febbraio l’affermazione dell’ex ministro Pisanu sui discorsi da Osteria Padana, quasi a voler simboleggiare con quella definizione da un lato il substrato culturale qualunquista del movimento politico della Lega Nord e dall’altro l’incapacità del ministro Maroni di smarcarsi da un retroterra culturale di serie B.


Da allora , alcuni dei fondatori dell’Associazione culturale ”Libertà & Partecipazione” iniziarono a riflettere sull’opportunità di realizzare uno spazio sul Web dedito al confronto culturale e sociale sulle tematiche dell’attualità politica della Padania.


A differenza di molte altre iniziative, nelle quali si organizzano focus group per delineare il nome del prodotto, in quest’occasione  il nome del Blog c’era già : l’Osteria Padana.


Ma perché a tutti noi suonava così bene questo nome ?


Perché nello scandire queste parole si coglieva in toto l’accezione del nostro volere?


Forse anche noi, inconsciamente, benché laureati, eravamo intrappolati in questo vortice di popolare ignoranza evocato dall’affermazione dell’ex ministro?


La risposta a queste domande si è palesata nella sua semplicità, durante le ricerche condotte sul ruolo storico delle Osterie.


 


Ed ecco i motivi dell’OSTERIA PADANA.


 


Secondo noi , la forma aggregativa dell’osteria è l’espressione più alta della democrazia partecipata e spontanea. E’ uno spazio fisico che muove la gente a stare insieme , al di là di ogni differenza culturale o socioeconomica.


Una “cotaria” di avventori eterogenei con una diversa estrazione sociale , un diverso credo politico , una diversa sovrastruttura culturale.


Tutti frequentano il medesimo luogo perché stanno bene insieme, hanno in comune la voglia di “mettersi in discussione” e di saper ascoltare . Sono persone, che, prive di preconcetti, amano confrontarsi per imparare cose nuove.


La vera osteria è un porto di mare, aperta a tutti e senza alcuna distinzione. Ognuno porta il proprio bagaglio, piccolo o grande che sia , ed è in questo incontro di esperienze diverse che ci si arricchisce. Nulla è dato per scontato, il grande ingegnere o il semplice operaio seduti al tavolo della briscola chiamata, vedono il proprio retroterra socio/culturale azzerato e la scintilla della discussione si accende da posizioni assolutamente paritetiche.


Andando a ritroso nel tempo, tanto quanto basta, si scopre che, nel corso delle lotte sociali di fine ‘800, è proprio nelle osterie che prendevano vita quegli ideali di libertà e di cambiamento che ci permettono di delineare anche il nesso tra sociabilità e politica. Sono le osterie i luoghi in cui i tessitori biellesi organizzavano gli scioperi , ed è sempre al loro interno che potevano trovare un conforto sia morale che economico.


“ L’osteria è un centro di adunata spontanea, per affollarsi non ha bisogno né di campane né di sirene: la gente vi affluisce perché li si celebra, davanti al bicchiere di vino, il rito universale della comunicazione. L’osteria è la famiglia, talvolta la sola disponibile, una riserva confortevole e quasi inesauribile di parlatori e ascoltatori tra cui circolano sentimenti e idee, in un fecondo interscambio, spesso altrimenti e altrove impensabile.”


Subito dopo il dopoguerra, è sempre nelle osterie che ci si ritrova per discutere, condividere problemi, sogni e speranze. Ma è anche il luogo dove si concludono “buoni” affari e ove si possono raccogliere utili informazioni.


Politica, gioco e allegria si fondono insieme in un’unione di chiarezza, semplicità e sincerità . Tutto o quasi si può e l’osteria è il punto d’incontro privilegiato del popolo.


Con un balzo avanti negli anni , arriviamo ai giorni nostri e ci accorgiamo che di osterie D.O.C se ne è persa quasi la traccia. Sopravvivono ancora negli angoli rurali e spensierati della Pianura Padana, mentre lo stile di vita asettico e frenetico delle città hanno snaturato l’essenza stessa della vita d’osteria.


Alcuni pensatori moderni hanno ravvisato similitudini tra gli antichi luoghi di ritrovo e i moderni blog .


Come nelle osterie , nei moderni blog, c’è un po’ di tutto. Critica seria frammista a banali discussioni , “grollando” tra i blog si possono intercettare pensieri innovativi e trovare anche profonde analisi sulle direzioni che prenderà l’occidente , quei “metagermi” che spesso anticipano le politiche del ventunesimo secolo.


Come gli eretici rivoluzionari dell’800 che trovavano tra le mura dell’osteria un angolo di mondo dove poter “ essere”, il web e i suoi blog hanno ereditato quella funzione vitale, dando la possibilità di creare e costruire luoghi virtuali ove poter esistere. La velocità di scambio e comunicazione insita nella rete, ha generato da quei mondi paralleli, delle comunità virtuali le dieci, cento, mille Osterie del futuro.


Fautori  del concetto che la biodiversità, anche culturale, rappresenti una  ricchezza per l’intera umanità e consci dell’essere una minoranza eretica per quei caporali che vorrebbero imporre una cultura unica ed egemone anche in Padania, sottoponiamo ai navigatori della rete un luogo ove poter liberamente esporre le nostre e le loro idee.


 


Giangiacomo Longoni


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